Maremma On the Road

Una Storia
figlia
delle Miniere

Massa Marittima ha una storia millenaria e lega le sue origini alle straordinarie risorse minerarie di ferro, rame, piombo e argento nel suo territorio. Già al tempo dei romani la parola ‘massa’ indicava una proprietà fondiaria sotto un’unica amministrazione. Il termine ‘marittima’, arrivò più tardi. Siamo nel XVII secolo e si volle così sottolineare la vicinanza alla costa e al mare.

Massa Marittima arrivò al suo massimo splendore con la proclamazione del Libero Comune nel 1225. Ma le origini affondano nella notte dei tempi con i primi insediamenti che lasciano le loro tracce alla fine del Paleolitico Superiore. Siamo a circa 11.500 anni fa (Epipaleolitico). Un esempio? Il Riparo di Vado all’Arancio, nei dintorni della frazione Cura Nuova: le ricerche archeologiche portate avanti nella grotta negli anni ’80  riportarono alla luce molti reperti che testimoniano la popolosità di questa zona.

Se volete un’ulteriore prova delle origini di Massa, basta recarsi al Museo Archeologico, dove è custodita la Statua-Stele antropomorfa eneolitica di Vado all’Arancio.  In tutta l’area, infatti, troverete numerose caverne naturali che furono utilizzate come abitazioni nel corso dei millenni. Sorprendente è, ad esempio, il ritrovamento avvenuto nel 1871 nelle miniere di Montebamboli dei resti fossili di “Oreopithecus bambolii”, una scimmia antropomorfa vissuta tra 9 e 7 milioni di anni fa.

Ma i primi veri insediamenti risalgono al IX secolo a.C., con il villaggio etrusco sulla collina della Macchia di Monte, nelle vicinanze del Lago dell’Accesa suddiviso in cinque quartieri abitativi. Un vero e proprio avamposto minerario del territorio di Vetulonia,  nato per sfruttare i giacimenti di ferro, rame, piombo e argento.

Fu solo tra nell’XI  secolo  con il trasferimento della sede vescovile da Populonia a Massa Marittima che si crearono le basi per lo sviluppo della città come la conosciamo oggi: con l’affermarsi  del feudalesimo, gli insediamenti costieri troppo esposti ai pericoli e alle incursioni, si spostarono verso le aree collinari interne, più facilmente difendibili e la struttura della città cominciò a definirsi dal XII secolo attorno al Castello di Monteregio, la nuova residenza scelta dal Vescovo.

La città raggiunse il suo massimo splendore soprattutto nel XIII secolo, grazie al patrimonio minerario che le permise di arricchirsi e di comprare i diritti signorili e l’indipendenza dal vescovato: nel 1225 Massa Marittima fu proclamata Libero Comune con autonomia politica. In questo periodo raggiunse una prosperità economica tale da battere una sua moneta, il Grosso Massetano,  e richiamare in città gli artisti più noti e rinomati dell’epoca. Il ruolo centrale delle miniere nella crescita e nello sviluppo di Massa Marittima è testimoniato anche dalla stesura, alla fine del XIII secolo, del Codice Minerario, uno degli statuti per la regolamentazione dell’attività estrattiva più antichi in Europa.

Dal 1335, con la dominazione senese, cominciò per Massa Marittima un periodo di decadenza, seguito da un grosso spopolamento dovuto soprattutto a carestie e pestilenze, che proseguì anche sotto il dominio dei Medici.

Fu con Leopoldo II di Lorena che iniziò la ripresa economica, grazie alle consistenti opere di bonifica e agli investimenti sulle attività minerarie e sulle infrastrutture.

Il nome di Massa Marittima è ricordato in epoca risorgimentale, con il contributo dato dai giovani massetani nei moti risorgimentali e in particolare a Giuseppe Garibaldi per raggiungere l’imbarco per Porto Venere nel 1849.

Durante la Seconda Guerra Mondiale il territorio massetano fu terreno di aspre lotte partigiane e di terribili eccidi nazifascisti, come l’uccisione di 83 minatori di Niccioleta e l’uccisione della giovane partigiana Norma Parenti, oggi medaglia d’oro al valore militare.

Nel dopoguerra si consolidò l’attività mineraria in tutto il territorio delle Colline Metallifere e a Massa Marittima prevalentemente nei centri di Niccioleta e Capanne. Un’attività che ha forgiato l’identità di questi luoghi e delle persone che vi hanno vissuto, lasciando un segno profondo anche quando l’estrazione mineraria è definitivamente cessata.

STORIA
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